Caldo estremo su Genova, scatta il “bollino rosso”: rischi anche per le persone sane. Aperti i 4 punti di prima accoglienza

Giovedì 16 luglio sarà raggiunto il livello massimo di allerta per le ondate di calore. Negli ospedali genovesi restano attivi quattro punti gratuiti di prima accoglienza per anziani e persone fragili

Il caldo torna a stringere Genova in una morsa. Per giovedì 16 luglio il ministero della Salute ha assegnato alla città il “bollino rosso”, il livello più elevato previsto dal sistema di allerta per le ondate di calore.

Le condizioni meteorologiche attese potrebbero provocare conseguenze negative non soltanto per anziani, bambini, persone affette da patologie croniche e cittadini in condizioni di fragilità, ma anche per la popolazione sana e attiva. Il rischio aumenta soprattutto durante le ore centrali della giornata e per chi svolge lavori fisicamente impegnativi all’aperto.

Per tutta la durata dell’emergenza resteranno operativi i quattro punti di prima accoglienza istituiti negli ospedali genovesi. Il servizio è disponibile all’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico Ospedale Policlinico San Martino, all’ospedale Villa Scassi, all’Ente ospedaliero Ospedali Galliera e all’ospedale Evangelico di Voltri.
L’accesso è diretto e gratuito, senza necessità di prenotazione, dalle 10 alle 18, compresi il sabato e i giorni festivi. L’iniziativa è rivolta in particolare alle persone con più di 65 anni e agli utenti fragili che avvertano malesseri o condizioni di disagio riconducibili alle temperature elevate.
Nei punti di accoglienza è possibile ricevere una prima assistenza in locali climatizzati, effettuare il controllo della pressione arteriosa e avere a disposizione acqua per reidratarsi.
«Rivolgo un appello a tutti i cittadini affinché prestino la massima attenzione e non sottovalutino i rischi legati a questa nuova ondata di calore», dichiara l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò.
«Le alte temperature possono avere conseguenze importanti soprattutto per anziani, bambini, persone con patologie croniche e soggetti fragili. Ricordo inoltre che nei punti di prima accoglienza degli ospedali di Genova, attivi fino alla cessazione dell’emergenza, si può trovare assistenza, dalla misurazione della pressione alla distribuzione di acqua in un ambiente climatizzato», prosegue Nicolò.
Le indicazioni principali restano quelle di limitare gli spostamenti durante le ore più calde, evitare attività fisiche intense sotto il sole, bere regolarmente anche in assenza dello stimolo della sete e prestare attenzione ai segnali di disidratazione o stress termico.
Il quadro riguarda gran parte della Liguria. Secondo il monitoraggio del Centro regionale per le ondate di calore, 169 comuni liguri su 234 risultano classificati ad alto rischio. Nell’elenco sono compresi tutti i capoluoghi di provincia.
«Il monitoraggio evidenzia una situazione particolarmente significativa sul territorio ligure», spiega il coordinatore del Centro regionale per le ondate di calore Ernesto Palummeri.
Una particolare attenzione viene richiesta per i lavoratori che svolgono attività all’esterno, soprattutto nei cantieri e nel settore agricolo. Nelle ore centrali della giornata l’esposizione prolungata alle alte temperature può infatti provocare affaticamento, disidratazione, colpi di calore e altri disturbi collegati allo stress termico.
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